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 L'angolo di Tonino
 a cura di Antonio Simeone
IL FALÒ DELLE NULLITÀ 05-06-2005

Il grande sipario tricolore di Jesolo si è alzato sui campionati italiani di tennistavolo. L’occhio dell’appassionato gode entrando nel Palazzo del Turismo della cittadina veneta. Quella distesa blu che si appoggia sul taraflex rosso. Un singolare maschile di quarta categoria con oltre cinquecento iscritti e centoventi gironi, che meravigliosa festa del topspin.
Una grande organizzazione per la manifestazione principe della stagione. In attesa di vedere all’opera i nostri “fenomeni”, da Mondello a Piacentini che forse si rigiocheranno tra loro il titolo assoluto, da Stoyanov che sembra non trovare avversari fra i seconda, ai vari Mersi, Spinnicchia, Sabatino e Zuanigh, notavo alcune cose proprio alla vigilia della manifestazione.
Domenica ero a Jesolo per il torneo internazionale riservato ai disabili e vedevo i dirigenti nazionali della Fitet, fra cui Di Napoli, lavorare alacremente agli ultimi preparativi. Nessun veneto, però, a parte il consigliere nazionale Leopoldo Visentin, nessuno del Comitato Veneto. Un’assenza che non è passata inosservata e che conferma la divisione che c’è tra Roma e Padova, resa ancor più profonda dalla riconferma di Gianfranco Trovò alla presidenza del Comitato Veneto.
Una elezione mal digerita dai vertici federali. “L’Italia ha due problemi – avrebbe confidato un dirigente nazionale – uno di questi è il Veneto”.
Quando all’inossidabile presidente veneto fu chiesto il motivo della sua candidatura, in occasione dell’incontro con Franco Sciannimanico, a un mese e mezzo dall’assemblea elettiva veneta, egli rispose: “Resto due anni per poter tagliare il traguardo dei sessant’anni in Fitet”. Quando poi qualcuno gli chiese se condividesse il programma del nuovo presidente della Fitet e le sue direttive, Trovò ebbe modo di glissare dicendo che in linea di massima lo condivideva.
Mai bugia fu detta meglio, in quanto la prova che il Veneto va esattamente nella direzione opposta a quella percorsa dalla Fitet l’hanno fornita gli ultimi campionati veneti assoluti disputati ad Abano.
L'unica traccia umana sulle gradinate dei Veneti AssolutiA parte i tavoli non tutti della stessa marca, quel che colpiva al primo colpo d’occhio era la desolazione, testimoniata anche dalle immagini inserite in questo angolo.
Che differenza, ahinoi, dalla cornice di Jesolo!
I campionati italiani sono la vetrina del nostro sport, ha spiegato in conferenza stampa Sciannimanico. Così come i campionati veneti dovrebbero essere la vetrina del movimento della nostra regione, diciamo noi atleti e dirigenti.
Ma è una vetrina vuota, espressione della pochezza e della nullità di un comitato che da troppi anni governa le cose in questa maniera.
Un comitato che, fra l’altro, non è stato capace di riappropriarsi (nel senso di farlo tornare a vivere con tornei regionali e nazionali) del Palatennistavolo di Verona, altro esempio di incapacità dirigenziale e di mancanza di volontà costruttiva.
Un comitato che, evidentemente, è quello che le società del Veneto si meritano…

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