In tempi di legge sulla privacy pare che l'anonimato sia
diventato un valore da difendere con premurosa gelosia.
A dispetto di un mondo che è sempre più terreno
di conquista della comunicazione e delle telecamere piazzate
in ogni dove.
Anonimo
è anche Diabolik che oltre al suo pigiama nero con
cui va all’assalto dei più imprendibili tesori
cela la sua identità dietro maschere perfette (a
proposito, se potessi mi farei quella di Trovò per
presenziare alle prossime elezioni regionali dopo aver addormentato
il vero presidente con una cerbottana caricata ad anestetico…)
frutto del suo infinito ingegno.
Anonimo è Osama bin Laden che nel dopo Afghanistan
non appare più (secondo me è morto) nei filmati,
ma fa sentire solamente la sua voce che ammonisce e minaccia.
Anonimo si dice di quei pittori (famosi quelli del Settecento)
che abbellivano le navate delle Chiese dimenticandosi poi
di lasciare la propria firma sull’affresco.
Anonimi erano i protagonisti che facevano sesso mascherati
in “Eyes wide shut”, con Tom Cruise protagonista.
Ma all’inizio del terzo millennio a dare celebrità
a questo personaggio è stato, proprio così,
il guestbook del Tt Este. Fu tale Marcello Migliori a inaugurare
la bischerata lanciando strali e sottolineature morali al
popolo del tennistavolo dal pulpito del nulla. Poi
smascherato, il nostro autore è tornato a confondersi
nel volgo, privato di quell’aura di mistero che tanta
importanza gli regalava.
Dopo di lui, folle toppatore milanese, sono arrivati i suoi
seguaci. Un suo parente stretto, che si firma come lui,
e un altro più bizzarro che si fa chiamare mister
x.
Per un attimo vorrei farli accomodare tutti sul letto dello
psicanalista. Un po’ di gel sulla testa per monitorare
ciò che passa dentro (o che magari non c’è)
la volta cranica.
La domanda che sorge spontanea è se si tratta di
conigli o di affettuosi timidoni desiderosi, almeno per
una volta, di avere l’attenzione generale rivolta
verso di sé.
Per un attimo sono quasi commosso, come di fronte all’idea
dei sessant’anni in Fitet del nostro presidente.
Poi però rifletto: e se dessimo un taglio a questa
infantile sceneggiata ? D’ora in poi basta con gli
scrittori senza nome. Chi vuol esprimere le proprie idee,
liberamente, attorno al nostro tavolo lo faccia senza veli,
che tanto nessuno lo mangia.
Diamoci almeno questa piccola regola che è prima
di tutto di buona educazione.
Chi non ci sta, non pretenda nemmeno di dire la sua. E Buona
Pasqua a tutti.
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