Organigramma
 Chi siamo
 Indirizzo
 Allenamenti
 Contatti
 Attivitą
 A/1
 C/1
 C/2
 D/2 "A"
 D/2 "B"
 D/3
 Sett. giovanile
 News
 2004-05
 2003-04
 Firma il nostro
   guestbook!  
 Istituzionali
 Sostenitori
 A/1
 C/1
 C/2
 D/2
 Varie
 Articoli
 Televisione
 Lettere
Tennistavolo '91 La Perla Este - Serie A1 C1 C2 D2 D3
Societą - Tennistavolo '91 La Perla Este Squadre - Tennistavolo '91 La Perla Este News - Tennistavolo '91 La Perla Este Guestbook - Tennistavolo '91 La Perla Este Sponsors - Tennistavolo '91 La Perla Este Foto - Tennistavolo '91 La Perla Este Articoli - Tennistavolo '91 La Perla Este
 L'angolo di Tonino
 a cura di Antonio Simeone
 BUROCRATI DELLA PALLINA 31-01-2005

In questa puntata dell’angolo non sapevo francamente di cosa parlare. Non perché non avessi carne sulla brace dei miei pensieri, quanto per il motivo contrario. Di carne ce ne sarebbe troppa. Dalle costine alle braciole, dai coscioni di pollo alle salsicce dalmate che in Croazia chiamano Cevapici.
Di fenomeni cui consegnare le vesti di protagonisti ce ne sono fin troppi in questo nostro mondo di esauriti che si chiama tennistavolo.
“Non puoi giocare a ping pong se non hai una buona dose di pazzia” mi disse un giorno uno che di partite ne aveva viste tante. Aveva perfettamente ragione. E quel giorno, constatando che anch’io senza ping pong non sarei riuscito a sopravvivere, mi resi conto di far parte di questa variopinta famiglia di squilibrati.
Una mano sporca l’altra. Venendo al dunque della puntata, comincerei dall’attualità. Dopo l’elezione di Sciannimanico alla guida della Fitet del “dopo Bosi”, con tanto di appoggio della Regione Veneto del prode Trovò previa elezione a consigliere dell’emissario Visentin, pare che Roma abbia già ricambiato il favore. Come ? Escludendo il Crv in maniera incomprensibile e sfacciata dall’organizzazione dei campionati italiani di quarta, terza, seconda e assoluti del 2005 che si disputeranno in giugno a Jesolo, discoteca a cielo aperto, in riva alla sponda veneta dell’Adriatico. Ottimo emissario, è stata la prima considerazione, sorta spontanea. E che riconoscenza.
Non son tutti così. L’altra perla federale di questi giorni arriva dal settore arbitrale. Sia chiara una cosa: non voglio fare di ogni erba un fascio. Certo che se un indizio non fa una prova, due cominciano a preoccupare.
Nel girone d’andata del campionato di serie A2 la mia società ha preso tre multe. Una per non aver la palestra uno spogliatoio riservato agli arbitri (bastava chiedere), l’altra per non aver disposto a bordo campo il conta punteggio dell’incontro, una terza per non aver inserito (svista immediatamente rimediabile) nelle formazioni il nome dell’allenatore. Questo accanimento terapeutico ci è costato circa 150 euro con la beffa, che si è aggiunta al danno, che questi signori sono poi stati nostri ospiti a cena, al termine della partita…
Ma se a dare gli input a questi “burocrati della pallina” è gente come Grancini, il grande censore delle puntiate che mi dicono abbia scritto addirittura una lettera all’Ittf chiedendone l’abolizione, allora bene intendo il motivo di cotanto zelo.
Lungi da me il voler riaprire il dibattito sulle “gommacce” (averne in società per migliorare il proprio gioco d’attacco..), ma dico solo questo: il valore aggiunto del tennistavolo è quel mare di veterani che lo praticano fino a un istante prima di esalare l’ultimo respiro, i quali sono i maggiori fruitori del famigerato materiale. Probabilmente Grancini, rinverdendo i fasti del Terzo Reich, vuole eliminare anche i nostri vecchi.
Ma chi ce lo fa fare? L’ultimo pensiero lo rivolgo a me stesso e al mio amico Ronco. Nel suo “69”, quello pubblico naturalmente, Fabio fa una riflessione, poi ripresa dal presidente del Tt Vicenza Goresi (al secolo Sergio Ceroni), riguardo alla figura del dirigente. Ebbene, concordo in pieno con le parole di Fabio, ma la mia conclusione è diversa e cioè questa: ma chi ce lo fa fare ? Che senso ha dare tanto quando vedi che nessuno cerca di guardare più in là del proprio naso all’interno della società. Quando lo spirito di gruppo è tale che in un torneo nazionale non si sente il dovere, oltrechè il piacere, di rimanere a guardare un compagno che è andato più avanti di te nel tabellone ? Procuri il materiale per tutti scontato al trenta per cento e c’è qualcuno che ha il coraggio di scriverti un sms, per non spendere i soldi di una telefonata, e dirti (testuali parole): “Ho giusto due cosette da ordinare, chiamami tu che ti dico cosa mi serve” !!!
Pensando a gente come Luigi Simeoni che in quel del “Porto” ha dedicato una vita al tennistavolo per trovarsi a fare persino il bidello del S. Pancrazio, oggi più che mai mi chiedo:
Che senso ha ?
Forse alla fine anche noi, caro Fabio, oltre che dei segretari, siamo soltanto dei burocrati.

Site Meter