L’argomento
dell’angolo di questa settimana me lo ha suggerito l’ultima
telefonata fattami dal mio presidente, Sergio Ceroni. Sul
più bello che stavamo discutendo di un problema da
risolvere, lui mi interrompe bruscamente: “Ecco, mia
moglie è entrata in casa, ti devo salutare se no mi
tocca litigare. Ciao ciaoo ! “. Tu, tu, tu…
Da ciò si evince chiaramente che la signora Franca
non è precisamente un’appassionata del nostro
sport. Ma quante donne lo sono, o meglio, quanto esse arrivano
a condizionare e/o limitare il nostro impegno.
Conosco un giocatore, ma non ne faccio ovviamente il nome,
il cui matrimonio è andato in fumo assieme all’ennesima
gomma bruciata nel forno con esiti irreparabili per quest’ultimo.
Ma senza arrivare alle conseguenze estreme, quante battaglie
dobbiamo comunque sostenere noi poveri pongisti, rei della
sola colpa di avere questa grande passione?
Quanti rospi dobbiamo ingoiare quante volte ci sentiamo
dire dalle nostre “anime gemelle” che il tennistavolo
è “tempo sottratto alla famiglia per il nostro
hobby” ?
La pazienza francamente ha un limite. O cediamo noi, o
cedono loro, altrimenti la corda si rompe.
In questi vent’anni di passione, ne ho viste davvero
di tutti i colori.
Conoscete Renzo Renso, detto la “piovra” ?
E’ più di due anni che non vince una partita
in campionato. Eppure una volta era uno dei “terza”
più forti della regione. Ma una volta la sua ragazza,
poi diventata sua moglie, lo seguiva ovunque, senza mancare
a un solo torneo. Era a bordo campo che lo incitava a ogni
punto, facendo anche venire i nervi, più di qualche
volta, all’avversario di turno. Ebbene, dopo il matrimonio,
la passione dell’Alessandra si è improvvisamente
spenta. Chissà perché, sembrava così
motivata. E il buon Renzo ha cominciato a non farsi più
vedere in giro per i tornei. Non solo quelli nazionali,
diventati per lui un pensiero indecente, ma anche quelli
sotto casa. Se poi il calo di rendimento è da imputarsi
anche a una mancanza di motivazioni, questo è un
altro paio di maniche. Il dato resta.
Fra i ricordi “di gioventù”, ce n’è
un altro che non si può dimenticare, quello di un
giocatore di Este che aveva un bel talento. La sua morosa
era un’altra grande appassionata del nostro sport.
La sua chioma bionda ha colorato gli spalti dei nostri palazzetti
per più di qualche anno. Che fortunato, pensavo,
ad avere una ragazza che lo segue così nei tornei.
Sicuramente non gli creerà mai problemi. Ed era una
ragazza che si era anche integrata bene nel nostro ambiente.
Ma anche in questo caso, messa su famiglia, l’unico
tavolo per il nostro eroe è diventato quello di casa,
da apparecchiare ogni giorno, prima a pranzo e poi a cena.
Nemmeno un ragazzo libero come Gianni Coin fa eccezione
alla regola. Due settimane fa, l’ho visto scappare
dal suo amore carioca, senza nemmeno fermarsi in palestra
per vedere la serie A e poi per la pizza, che è cosa
sacra. E lui vive ancora a casa sua…
Che tristezza ragazzi. Possibile che in certi casi non
si riesca a venirne fuori ?
O facciamo come il Pupo, che per non annoiarle troppo,
le sue donne, le cambia spesso, passando dalla Finlandia
al Giappone, dalla Germania alla Mauritania, con la stessa
disinvoltura di un rappresentante della Nazioni Unite. E
i risultati sembrano dargli ragione, visto che il mitico
Giontella si è tolto la soddisfazione, alla sua veneranda
età, di arrivare in semifinale agli italiani seconda
del 2004.
Fabio Ronco mi ha detto che lui con le ragazze ha sempre
messo in chiaro una cosa: “Prima il ping pong, poi
il resto”. E sembra proprio che la Patrizia abbia
recepito il messaggio. Fosse il contrario, io l’ho
sempre vista serena.
Qual è la donna ideale dunque ? Volete proprio un
nome ? Va bene lo faccio. Non l’ho conosciuta personalmente,
se non di sfuggita, ma una certa Helke avrebbe fatto la
“fortuna” di molti pongisti. Lei del nostro
sport era una vera appassionata, anche perché con
i suoi “argomenti” ha sempre messo tutti d’accordo.
La sua passione l’aveva dimostrata tutta in quel di
Sarmeola, ma qualcuna ha interpretato male la sua generosità
e anche quella bella parentesi alla fine si è chiusa.
L’ideale, probabilmente, non esiste. Meglio un top
carico o uno molto forte ? State pur certi che dall’altra
parte del tavolo troveremo sempre una donna capace di controtopparci
in faccia !