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 L'angolo di Tonino
 a cura di Antonio Simeone
DONNE E CONTROTOP 19-11-2004

L’argomento dell’angolo di questa settimana me lo ha suggerito l’ultima telefonata fattami dal mio presidente, Sergio Ceroni. Sul più bello che stavamo discutendo di un problema da risolvere, lui mi interrompe bruscamente: “Ecco, mia moglie è entrata in casa, ti devo salutare se no mi tocca litigare. Ciao ciaoo ! “. Tu, tu, tu…

Da ciò si evince chiaramente che la signora Franca non è precisamente un’appassionata del nostro sport. Ma quante donne lo sono, o meglio, quanto esse arrivano a condizionare e/o limitare il nostro impegno.

Conosco un giocatore, ma non ne faccio ovviamente il nome, il cui matrimonio è andato in fumo assieme all’ennesima gomma bruciata nel forno con esiti irreparabili per quest’ultimo. Ma senza arrivare alle conseguenze estreme, quante battaglie dobbiamo comunque sostenere noi poveri pongisti, rei della sola colpa di avere questa grande passione?

Quanti rospi dobbiamo ingoiare quante volte ci sentiamo dire dalle nostre “anime gemelle” che il tennistavolo è “tempo sottratto alla famiglia per il nostro hobby” ?

La pazienza francamente ha un limite. O cediamo noi, o cedono loro, altrimenti la corda si rompe.

In questi vent’anni di passione, ne ho viste davvero di tutti i colori.

Conoscete Renzo Renso, detto la “piovra” ? E’ più di due anni che non vince una partita in campionato. Eppure una volta era uno dei “terza” più forti della regione. Ma una volta la sua ragazza, poi diventata sua moglie, lo seguiva ovunque, senza mancare a un solo torneo. Era a bordo campo che lo incitava a ogni punto, facendo anche venire i nervi, più di qualche volta, all’avversario di turno. Ebbene, dopo il matrimonio, la passione dell’Alessandra si è improvvisamente spenta. Chissà perché, sembrava così motivata. E il buon Renzo ha cominciato a non farsi più vedere in giro per i tornei. Non solo quelli nazionali, diventati per lui un pensiero indecente, ma anche quelli sotto casa. Se poi il calo di rendimento è da imputarsi anche a una mancanza di motivazioni, questo è un altro paio di maniche. Il dato resta.

Fra i ricordi “di gioventù”, ce n’è un altro che non si può dimenticare, quello di un giocatore di Este che aveva un bel talento. La sua morosa era un’altra grande appassionata del nostro sport. La sua chioma bionda ha colorato gli spalti dei nostri palazzetti per più di qualche anno. Che fortunato, pensavo, ad avere una ragazza che lo segue così nei tornei. Sicuramente non gli creerà mai problemi. Ed era una ragazza che si era anche integrata bene nel nostro ambiente. Ma anche in questo caso, messa su famiglia, l’unico tavolo per il nostro eroe è diventato quello di casa, da apparecchiare ogni giorno, prima a pranzo e poi a cena.

Nemmeno un ragazzo libero come Gianni Coin fa eccezione alla regola. Due settimane fa, l’ho visto scappare dal suo amore carioca, senza nemmeno fermarsi in palestra per vedere la serie A e poi per la pizza, che è cosa sacra. E lui vive ancora a casa sua…

Che tristezza ragazzi. Possibile che in certi casi non si riesca a venirne fuori ?

O facciamo come il Pupo, che per non annoiarle troppo, le sue donne, le cambia spesso, passando dalla Finlandia al Giappone, dalla Germania alla Mauritania, con la stessa disinvoltura di un rappresentante della Nazioni Unite. E i risultati sembrano dargli ragione, visto che il mitico Giontella si è tolto la soddisfazione, alla sua veneranda età, di arrivare in semifinale agli italiani seconda del 2004.

Fabio Ronco mi ha detto che lui con le ragazze ha sempre messo in chiaro una cosa: “Prima il ping pong, poi il resto”. E sembra proprio che la Patrizia abbia recepito il messaggio. Fosse il contrario, io l’ho sempre vista serena.

Qual è la donna ideale dunque ? Volete proprio un nome ? Va bene lo faccio. Non l’ho conosciuta personalmente, se non di sfuggita, ma una certa Helke avrebbe fatto la “fortuna” di molti pongisti. Lei del nostro sport era una vera appassionata, anche perché con i suoi “argomenti” ha sempre messo tutti d’accordo. La sua passione l’aveva dimostrata tutta in quel di Sarmeola, ma qualcuna ha interpretato male la sua generosità e anche quella bella parentesi alla fine si è chiusa.

L’ideale, probabilmente, non esiste. Meglio un top carico o uno molto forte ? State pur certi che dall’altra parte del tavolo troveremo sempre una donna capace di controtopparci in faccia !


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