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 L'angolo di Tonino
 a cura di Antonio Simeone
QUELLA TESTA LUCIDA COME UNA PERLA 10-11-2004
Nell’angolo di questa settimana ho trovato un po’ di polvere. Colpa mia che non l’ho aggiornato allo scadere del settimo giorno, come avrei voluto. Soltanto un po’ di polvere, fortunatamente, e allora prima di trovare anche una ragnatela eccomi qui a scrivere qualcosa per gli amici del tennistavolo e del sito della Perla.
Oggi è giornata di campionato per la squadra di serie A1, in terra atestina è di scena la corazzata Castelgoffredo, plurititolato squadrone onore di un paese dove il “ping pong” è quasi un fenomeno di massa. Una certa delusione, a questo proposito, l’ho provata sabato scorso nel vedere gli spalti quasi deserti in occasione dell’incontro di coppa. “Magari - ho pensato - ci sarà un’epidemia di influenza”. Ma il fenomeno resta.
Ronco e Tonino - Tennistavolo '91 EsteE a proposito di fenomeni, proprio in occasione dell’incontro di questa sera, vorrei dedicare questa puntata dell’angolo a un amico fraterno. Sto parlando di Fabio Roncolato, anima, cuore e (incredibile!) cervello di un altro fenomeno del tennistavolo scoppiato proprio in terra veneta, ai piedi dei Colli Euganei. Il nome dello sponsor principale dell’Este 91, La Perla, non è casuale, perché la lucentezza di quest’ultima richiama quella della testa splendidamente lucida del personaggio in questione.
La prima volta che lo conobbi penso sia stata nel 1983 a Vicenza, palestra della Leoniana. Se non ricordo male persi proprio con un ragazzino nevrastenico e anche un po’ schizzato che aveva una rabbia in corpo non comune ai ragazzini della sua età. Avevo appena cominciato a giocare a livello Fitet e penso che non sapessi ancora cosa fosse un topspin e tanto meno un block. Lui invece era già un piccolo attaccante piuttosto talentuoso. In una parola, mi impressionò.
Lo rividi qualche tempo dopo insultare a un altro torneo un certo Tonino Russo che gli aveva rubato la partita servendo una palla “umida” sul 20 pari in bella. Il piccolino schiumava rabbia nei confronti di quel “vecchio” che cercava di scusarsi,come un commerciante di Forcella che ti ha appena venduto un trasformatore che invece dei circuiti al suo interno contiene solamente sabbia.
Di acqua sotto i ponti, da allora, ne è passata tanta. Come non ricordare le sfide in doppio tra me e Renzo Renso contro lui in coppia con i vari Gambarin, Cibin, Perencin, e soprattutto Emanuel Crivellaro. Che tempi. Per farla breve, diventato adulto (ma lo è davvero?), dopo un paio di parentesi semi-professionistiche in quel di Marostica e Adria, Ronco si è anche responsabilizzato nella sua città.
E qui ha costruito la favola più bella, una società che ormai non solo il Veneto ma tutta Italia gli invidia. Certo, il fenomeno è anche frutto di un grande lavoro di gruppo dove Gianfri Zanetti (una vita per il ping pong), gli altri appassionati dirigenti, e il gruppo dei giovani guidato da Stefano Selmi ci hanno messo tutti del loro. Ma è innegabile che senza Fabio, il suo grande carattere, le sue capacità, la sua generosità e la sua ambizione la creatura non sarebbe cresciuta così bella e forte.
Ronco - Tennistavolo '91 EsteSo che per Ronco questa è la stagione al tempo stesso più importante e più sofferta. Importante perché essere il capitano di una squadra così, in serie A1, non è soddisfazione da poco. Sofferta perché, conoscendolo, so che avrebbe preferito giocare e divertirsi in una categoria a lui più consona.
La società gli ha imposto questo sacrificio e lui non si è tirato indietro. Così, dopo Mondello, oggi gli toccherà Tosic. Sognare un suo punto non è vietato, perché anche la Grecia aveva fatto lo stesso alla vigilia dell’Europeo di calcio.

Non dovesse farne nemmeno uno al termine del campionato, senza nulla togliere a quei grandi giocatori che sono Sun Jun, Marmurek, Stoianov e Marzocchi, l’applauso più lungo sarà comunque per lui.
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