| Valeria,
il nostro ufficiale |
28-10-2004 |
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Oltre ad avere una medaglia d’argento
olimpica, il tennistavolo vicentino e veneto ha ora anche
un Ufficiale della Repubblica, onoreficienza superiore al
cavalierato. Anche se i nastrini, ormai, non servono più
a dar lustro alla casata, ritengo che l’ennesimo riconoscimento
attribuito a Valeria Zorzetto sia un piccolo orgoglio per
tutto il nostro movimento.
Come ad Atene, anche a Roma ho accompagnato personalmente
Valeria alla cerimonia di consegna delle onoreficienze agli
atleti
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azzurri vincitrici di una
medaglia alle Paralimpiadi.
La cerimonia si è tenuta al Quirinale alla presenza
del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, della
consorte Franca, del presidente del Coni, Gianni Petrucci,
del presidente della Fisd, Luca Pancalli e del Sottosegretario
Mario Pescante.
Non nascondo che mi ha fatto un certo effetto trovarmi
nella Sala dei Corrazzieri davanti al Capo dello Stato che
premiava un’atleta che seguo da tanti anni, e che
quando lo stesso Ciampi, nel suo discorso, fra i vari sport
premiati ha citato il tennistavolo perché una vicentina
e veneta aveva vinto la medaglia ad Atene, la cosa mi ha
inorgoglito. |
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La poesia poi è passata quando dal Quirinale
siamo andati a Palazzo Chigi. Prima di tutto perché
io, che ero là come giornalista accreditato, sono stato
escluso dalla cerimonia assieme agli altri colleghi presenti
e confinato nella sala stampa con la sola possibilità
di assistere al discorso sul circuito chiuso.
Un vizietto, quello di trincerare la stampa da parte del Cavaliere,
che ben più clamorosamente si è ripetuto oggi
in occasione della |
| firma della Costituzione europea in Campidoglio.
Non che morissi dalla voglia di stringere la mano al Berlusca,
sia ben chiaro, ma il cosiddetto protocollo di Palazzo Chigi
mi è sembrato assurdo. Se il Quirinale è la
casa degli italiani, altrettanto non si può dire
del palazzo del Governo. Ma in fondo che importa. Basta
averne una di casa…
L’altra cosa che mi ha messo un po’ a disagio
è stato vedere quello stuolo immondo di auto blu,
quel coacervo di personalità superprotette che puntualmente
si aumentano, senza dare troppo nell’occhio, il proprio
stipendio di un paio di migliaia di euro al colpo, in barba
alla miseria e ai problemi di sopravvivenza di un numero
sempre maggiore di famiglie italiane. Così va il
mondo e soprattutto la politica. Quella politica che, con
le dovute proporzioni, crea danni anche nel tennistavolo
e di cui pare non ci si riesca a liberare.
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Meglio tornare alla bella avventura di Valeria che, con
le sue imprese, ha regalato a molti di noi delle emozioni
uniche. Ho sentito sollevare una questione, se sia giusto
o meno che gli atleti disabili abbiamo gli stessi riconoscimenti
degli atleti “normodotati”.
Non li hanno certamente dal punto di vista economico, visto
che i premi medaglia sono di gran lunga inferiori (e qui
sono in parte d’accordo). Per il resto dico che non
ci devono essere differenze. Ad Atene ho visto amputati
che si legano la racchetta alla protesi e con quest’ultima
tirano top e controtop con una sensibilità da lasciare
senza parole. I ragazzi in carrozzina, poi, camminavano
come noi prima che un incidente cambiasse loro la vita.
Non posso quindi che condividere in pieno le parole pronunciate
da Ciampi davanti agli atleti delle Paralimpiadi: "Voi
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campioni dei Giochi Paralimpici ci date una duplice lezione:
quella dell'agonismo, e quella della forza della volontà
che supera barriere fisiche e che offre un esempio ancora
più alto cui tutti guardiamo con ammirazione. Ttutti
gli atleti che hanno partecipato, hanno già vinto
la propria gara nella vita di tutti i giorni".
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