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 L'angolo di Tonino
 a cura di Antonio Simeone
Valeria, il nostro ufficiale 28-10-2004

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Oltre ad avere una medaglia d’argento olimpica, il tennistavolo vicentino e veneto ha ora anche un Ufficiale della Repubblica, onoreficienza superiore al cavalierato. Anche se i nastrini, ormai, non servono più a dar lustro alla casata, ritengo che l’ennesimo riconoscimento attribuito a Valeria Zorzetto sia un piccolo orgoglio per tutto il nostro movimento.

Come ad Atene, anche a Roma ho accompagnato personalmente Valeria alla cerimonia di consegna delle onoreficienze agli atleti

azzurri vincitrici di una medaglia alle Paralimpiadi.
La cerimonia si è tenuta al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, della consorte Franca, del presidente del Coni, Gianni Petrucci, del presidente della Fisd, Luca Pancalli e del Sottosegretario Mario Pescante.

Non nascondo che mi ha fatto un certo effetto trovarmi nella Sala dei Corrazzieri davanti al Capo dello Stato che premiava un’atleta che seguo da tanti anni, e che quando lo stesso Ciampi, nel suo discorso, fra i vari sport premiati ha citato il tennistavolo perché una vicentina e veneta aveva vinto la medaglia ad Atene, la cosa mi ha inorgoglito.

La poesia poi è passata quando dal Quirinale siamo andati a Palazzo Chigi. Prima di tutto perché io, che ero là come giornalista accreditato, sono stato escluso dalla cerimonia assieme agli altri colleghi presenti e confinato nella sala stampa con la sola possibilità di assistere al discorso sul circuito chiuso.
Un vizietto, quello di trincerare la stampa da parte del Cavaliere, che ben più clamorosamente si è ripetuto oggi in occasione della

firma della Costituzione europea in Campidoglio. Non che morissi dalla voglia di stringere la mano al Berlusca, sia ben chiaro, ma il cosiddetto protocollo di Palazzo Chigi mi è sembrato assurdo. Se il Quirinale è la casa degli italiani, altrettanto non si può dire del palazzo del Governo. Ma in fondo che importa. Basta averne una di casa…

L’altra cosa che mi ha messo un po’ a disagio è stato vedere quello stuolo immondo di auto blu, quel coacervo di personalità superprotette che puntualmente si aumentano, senza dare troppo nell’occhio, il proprio stipendio di un paio di migliaia di euro al colpo, in barba alla miseria e ai problemi di sopravvivenza di un numero sempre maggiore di famiglie italiane. Così va il mondo e soprattutto la politica. Quella politica che, con le dovute proporzioni, crea danni anche nel tennistavolo e di cui pare non ci si riesca a liberare.

Meglio tornare alla bella avventura di Valeria che, con le sue imprese, ha regalato a molti di noi delle emozioni uniche. Ho sentito sollevare una questione, se sia giusto o meno che gli atleti disabili abbiamo gli stessi riconoscimenti degli atleti “normodotati”.

Non li hanno certamente dal punto di vista economico, visto che i premi medaglia sono di gran lunga inferiori (e qui sono in parte d’accordo). Per il resto dico che non ci devono essere differenze. Ad Atene ho visto amputati che si legano la racchetta alla protesi e con quest’ultima tirano top e controtop con una sensibilità da lasciare senza parole. I ragazzi in carrozzina, poi, camminavano come noi prima che un incidente cambiasse loro la vita. Non posso quindi che condividere in pieno le parole pronunciate da Ciampi davanti agli atleti delle Paralimpiadi: "Voi

campioni dei Giochi Paralimpici ci date una duplice lezione: quella dell'agonismo, e quella della forza della volontà che supera barriere fisiche e che offre un esempio ancora più alto cui tutti guardiamo con ammirazione. Ttutti gli atleti che hanno partecipato, hanno già vinto la propria gara nella vita di tutti i giorni".

Articoli precedenti:

Premessa (21/10/2004)

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