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 RONCO69
 a cura di Fabio Roncolato
LA NUOVA A1

28/11/2005

Ho voluto attendere cinque giornate di campionato prima di esprimere qualche giudizio e trarre alcune conclusioni su quella che ho definito la nuova serie A1. L'ho chiamata nuova, per le importanti modifiche apportate dalla federazione e tanto volute dal nuovo consiglio federale. Le novità, come tutti ben sappiamo, oramai, consistono nella disputa delle partite il venerdì sera, nei rapporti con televisione e radio rai, e nel cambio della formula con l'eleminazione di un doppio. Ma partiamo con ordine.
Ciò che ha rivoluzionato le abitudini del pongismo italiano è stato sicuramente l'obbligo di disputare le partite di serie A1 il venerdì sera alle ore 20:00. Tale decisione si è resa necessaria per trovare maggiori spazi nella televisione e radio rai, e per permettere a tutti i tesserati, non impegnati nei rispettivi campionati inferiori, di riempire i palasport come spettatori della serie A1. Sicuramente è stato riservato al tennistavolo un minimo di visione sulla rai, con la sintesi di 30 minuti di una partita, il martedì pomeriggio alle ore 16:00 ed in replica (non sempre) lo stesso giorno alle ore 24:00, su raiportsat, ed una rubrica su rairadio2 il sabato pomeriggio. Ma quanti vedono raisportsat il martedì alle ore 16:00? Quanti ascoltano il programma radiofonico il sabato pomeriggio? Sono d'accordo con voi che è sicuramente meglio di niente e che, in confronto a prima, sono stati fatti dei passi in avanti. Ma quanto in avanti? Non conveniva forse fare un accordo con un circuito di televisioni private sul satellitare, che trasmettessero le partite in replica il lunedì sera alle ore 21:00? Non pensiamo che, per esempio, la squadra di Cagliari avrebbe preferito per una maggiore visibilità propria e dei propri sponsor vedere la sua partita su "Sardegna uno sat", o quella di Ferentino su "Roma sat" o ancora quella di Treviso su "Veneto sat", la sera alle ore 21:00? E poi, in quale altro sport si dà uguale spazio nei media al campionato femminile rispetto al maschile? Pensate al calcio, al basket, alla pallavolo. Non ditemi il tennis, perchè vi invito a guardare un torneo del grande slam, e noterete se fanno vedere tante partite del torneo femminile quante di quello maschile. Non me ne vogliano le "gentil donzelle" del tennistavolo, ma per promuovere il nostro sport conviene mostrare qualche partita in più degli uomini. Adesso ci si domanda se valeva la pena fare mille sacrifici e rivoluzioni giocando il venerdì sera per le trasmissioni rai, anche perchè, cosa ben più grave, abbiamo ridotto gli spettatori nei palasport. L'altro obiettivo della federazione di portare i tesserati a vedere le partite il venerdì sera è fallito perchè la gente fatica ad arrivare in palestra alle ore 20:00 al termine di un'intensa giornata di lavoro. Noi, ad Este, ne siamo un esempio lampante. Avevamo il pubblico più numeroso della serie A1 con una media spettatori tra le 150 e le 200 persone a partita, con punte di 400 presenze, mentre adesso facciamo fatica ad arrivare alle 70 unità. L'appassionato che deve fare 50-60 km per venire a vedere la partita di A1 non li affronta il venerdì sera, a differenza di prima che giocavamo la domenica pomeriggio. Non siamo purtroppo la Francia che può contare su 130.000 tesserati e far giocare la "Pro A" a metà settimana, e non è un bello spettacolo trasmettere la prima partita di serie A1 su raisportsat tra Pieve Emanuele e Torino con due, ma due di numero, persone sugli spalti. Ne perde di credibilità tutto il movimento con queste figuracce. La mia proposta è quella di far giocare tutta la serie A1 la domenica pomeriggio e tutte le altre serie il sabato o la domenica mattina. In questo modo vi sarebbero meno disagi per dirigenti, allenatori e giocatori di A1, la possibilità per tutti coloror che giocano in altre serie di fare gli spettatori, le trasmissioni televisive vi sarebbero ugualmente, la concorrenza con il calcio è del tutto relativa perchè il pubblico del tennistavolo non è quello della partita di calcio locale, e le così dette partite di calcio "di cartello", in televisione, vengono fatte tutte la sera, con posticipi o anticipi.
Altro punto da analizzare in relazione alla vendibilità televisiva del prodotto "campionato di serie A1" è la questione riguardante la formula del campionato. Non è servito a molto togliere un doppio alla doppia-davis dello scorso anno, anche perchè in termini di tempo si saranno guadagnati 5-10 minuti data la contemporaneità dei doppi. Molto più interessante la proposta fatta dalla federazione di utilizzare per la prossima stagione la formula "Champions League" con tre giocatori titolari per squadra ed un massimo di cinque incontri su un tavolo solo. Certamente in questa maniera i tempi si riducono di molto, ed è un bene per la televisione, il livello dei giocatori aumenta e credo anche l'equilibrio del campionato stesso. Ne perderà il giocatore che non è di primissimo piano che sarà forse costretto ad emigrare in A2, ma consideriamo che anche questa serie diventerà maggiormente competitiva.  
Dobbiamo prendere atto che il nuovo consiglio federale ha cercato di dare un nuovo impulso alla visibilità della serie A1 iniziando un percorso totalmente differente dai precedenti. Si sa che quando si intraprendono nuove strade è facile commettere degli errori, ed io per primo li ho avvallati, perchè non mi sono opposto alla novità del venerdì sera. Nessuno poteva sapere quali sarebbero state le reazioni di pubblico, media e addetti ai lavori. Si è provato e qualcosa di positivo c'è stato, adesso è giunto il momento di rimescolare il tutto e, facendo tesoro dell'esperienza fatta, ratificare un qualcosa di definitivo che possa dare una certa continuità ed un alto interesse al massimo campionato nazionale. Credo che tutto ciò l'organo direttivo federale l'abbia capito e che la proposta della nuova formula ne sia la prova.   

  

Articoli precedenti:

Atleta, dirigente o allenatore

Gratitudine pongistica

Cronaca di un'assemblea veneta

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Ostracismo o incompetenza?

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