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 RONCO69
 a cura di Fabio Roncolato
INDIMENTICABILE

20/05 /2005

Niagol alla fine del match di semifinale:”una stagione incredibile, bellissima”, Olivier nel guestbook:“ho passato un’anno fantastico, e dopo 20 trascorsi al più alto livello, Este è, ma di gran lunga, la squadra in cui ho trovato la più bella atmosfera”. Queste sono le parole degli ultimi due arrivati nella nostra società, alle quali vanno aggiunti i giudizi di Federico, che non ha mai nascosto il proprio apprezzamento per tutto l’ambiente atestino, e di Jun, oramai adottato dal nostro club.
Si è cercato di analizzare le motivazioni che hanno creato questo spirito di squadra eccezionale e, mentre alcuni davano il merito alla prima giornata di campionato dove dal 3 a 4 abbiamo vinto 6 a 4 contro Ferentino, altri lo davano alla vittoria per 6 a 1 contro Castel Goffredo, personalmente credo che non ci sia stato un risultato che ha fatto scattare la famosa “molla”, ma piuttosto il contrario. Certo vincere aiuta e ti da quel input necessario nei momenti di difficoltà, ma pensiamo come sarebbero state alcune partite senza la forza dell’intero gruppo, e come sarebbero terminate. Abbiamo vinto ben sette partite per 6 a 4, quasi sempre in rimonta senza perderne alcuna e come dice Olivier “se vinci tante partite per 6 a 4 non puoi parlare di fortuna”.
Ebbene si, credo proprio che la forza della nostra squadra è stata lo spirito, l’atmosfera, la coesione e l’amicizia, perché prima che compagni di squadra ci siamo ritrovati amici. Ognuno di noi entrava in campo dando il 100% sapendo che tutti lo avrebbero sostenuto dalla panchina, vivendo la partita come propria. Un giorno, alla fine di un incontro, parlavo con il presidente di un’altra squadra di A1 e gli esternavo queste riflessioni con lui che mi rispondeva:”è una cosa che si nota anche dalle tribune, il vostro affiatamento”. Credo che non potesse dirmi cosa più gratificante, perché in quel momento capii che riuscivamo a trasmettere la nostra voglia di sport e tennistavolo anche a tutti coloro che venivano a vedere le nostre partite. Forse, proprio per questo, abbiamo avuto un numero sempre più cospicuo di persone che riempivano gli spalti del Paleste e che ci sostenevano ed esaltavano in un atmosfera incredibile.
Da quando la nostra società è arrivata in serie A, prima serie unica, poi A2, e adesso A1, avevo sempre rimpianto la squadra di quando si faceva la serie B, senza stranieri e con tutti ragazzi con i quali ero pongisticamente e umanamente cresciuto. Allora ogni trasferta era una festa, un’insieme di scherzi e risate. In seguito la situazione si evolse in qualcosa di maggiormente “professionale” dove la diversa mentalità la faceva un po’ da padrone, ma poi ecco arrivare un francese cortese e disponibile, un diciassettenne grintoso e simpatico che abbinati ad un cinese dall’animo fanciullesco, ad un laziale che la “butta in caciara” e ad un atestino d.o.c. , ne nasce quel mix bizzarro che ti fa arretrare nel tempo, e tutto d’un tratto ricompare la famosa atmosfera della serie B
Con ciò non me ne vogliano tutti coloro, soprattutto atleti italiani, che ad Este hanno lasciato un ottimo ricordo, ma ogni stagione aveva avuto la sua “mela marcia” proveniente da oltre confine, che rovinava l’atmosfera, e che creava quelle tensioni che quest’anno non si sono nemmeno accennate. Per questo il direttivo del club ha deciso di guardare prima l’uomo dell’atleta, per qualsiasi innesto si rendesse necessario, nella speranza che le due cose possano essere complementari.
Personalmente, in questa annata ho fatto più l’allenatore che il giocatore, forse la figura ideale sarebbe il “manager modello football inglese”, e le maggiori gratificazioni le ho ricevute vedendo: la moltissima gente che veniva a vedere le nostre partite creando una tifoseria folcloristica, Federico che si emozionava mentre la Curva Ronco gli consegnava una targa, la dirigenza orgogliosa del comportamento della squadra, la gente che si complimenta incrociandomi per la strada, un numero sempre maggiore di ragazzini che iniziano a giocare a tennistavolo ad Este ed infine l’aver trovato dei nuovi, grandissimi amici.
Scusate se per voi tutto ciò è poco, ma per il sottoscritto è più che sufficiente per catalogare questa stagione come indimenticabile.



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