INDIMENTICABILE |
20/05 /2005 |
Niagol alla fine del match di semifinale:”una stagione incredibile,
bellissima”, Olivier nel guestbook:“ho passato un’anno
fantastico, e dopo 20 trascorsi al più alto livello, Este
è, ma di gran lunga, la squadra in cui ho trovato la più
bella atmosfera”. Queste sono le parole degli ultimi due
arrivati nella nostra società, alle quali vanno aggiunti
i giudizi di Federico, che non ha mai nascosto il proprio apprezzamento
per tutto l’ambiente atestino, e di Jun, oramai adottato
dal nostro club.
Si è cercato di analizzare le motivazioni che hanno creato
questo spirito di squadra eccezionale e, mentre alcuni davano
il merito alla prima giornata di campionato dove dal 3 a 4 abbiamo
vinto 6 a 4 contro Ferentino, altri lo davano alla vittoria per
6 a 1 contro Castel Goffredo, personalmente credo che non ci sia
stato un risultato che ha fatto scattare la famosa “molla”,
ma piuttosto il contrario. Certo vincere aiuta e ti da quel input
necessario nei momenti di difficoltà, ma pensiamo come
sarebbero state alcune partite senza la forza dell’intero
gruppo, e come sarebbero terminate. Abbiamo vinto ben sette partite
per 6 a 4, quasi sempre in rimonta senza perderne alcuna e come
dice Olivier “se vinci tante partite per 6 a 4 non puoi
parlare di fortuna”.
Ebbene si, credo proprio che la forza della nostra squadra è
stata lo spirito, l’atmosfera, la coesione e l’amicizia,
perché prima che compagni di squadra ci siamo ritrovati
amici. Ognuno di noi entrava in campo dando il 100% sapendo che
tutti lo avrebbero sostenuto dalla panchina, vivendo la partita
come propria. Un giorno, alla fine di un incontro, parlavo con
il presidente di un’altra squadra di A1 e gli esternavo
queste riflessioni con lui che mi rispondeva:ӏ una
cosa che si nota anche dalle tribune, il vostro affiatamento”.
Credo che non potesse dirmi cosa più gratificante, perché
in quel momento capii che riuscivamo a trasmettere la nostra voglia
di sport e tennistavolo anche a tutti coloro che venivano a vedere
le nostre partite. Forse, proprio per questo, abbiamo avuto un
numero sempre più cospicuo di persone che riempivano gli
spalti del Paleste e che ci sostenevano ed esaltavano in un atmosfera
incredibile.
Da quando la nostra società è arrivata in serie
A, prima serie unica, poi A2, e adesso A1, avevo sempre rimpianto
la squadra di quando si faceva la serie B, senza stranieri e con
tutti ragazzi con i quali ero pongisticamente e umanamente cresciuto.
Allora ogni trasferta era una festa, un’insieme di scherzi
e risate. In seguito la situazione si evolse in qualcosa di maggiormente
“professionale” dove la diversa mentalità la
faceva un po’ da padrone, ma poi ecco arrivare un francese
cortese e disponibile, un diciassettenne grintoso e simpatico
che abbinati ad un cinese dall’animo fanciullesco, ad un
laziale che la “butta in caciara” e ad un atestino
d.o.c. , ne nasce quel mix bizzarro che ti fa arretrare nel tempo,
e tutto d’un tratto ricompare la famosa atmosfera della
serie B
Con ciò non me ne vogliano tutti coloro, soprattutto atleti
italiani, che ad Este hanno lasciato un ottimo ricordo, ma ogni
stagione aveva avuto la sua “mela marcia” proveniente
da oltre confine, che rovinava l’atmosfera, e che creava
quelle tensioni che quest’anno non si sono nemmeno accennate.
Per questo il direttivo del club ha deciso di guardare prima l’uomo
dell’atleta, per qualsiasi innesto si rendesse necessario,
nella speranza che le due cose possano essere complementari.
Personalmente, in questa annata ho fatto più l’allenatore
che il giocatore, forse la figura ideale sarebbe il “manager
modello football inglese”, e le maggiori gratificazioni
le ho ricevute vedendo: la moltissima gente che veniva a vedere
le nostre partite creando una tifoseria folcloristica, Federico
che si emozionava mentre la Curva Ronco gli consegnava una targa,
la dirigenza orgogliosa del comportamento della squadra, la gente
che si complimenta incrociandomi per la strada, un numero sempre
maggiore di ragazzini che iniziano a giocare a tennistavolo ad
Este ed infine l’aver trovato dei nuovi, grandissimi amici.
Scusate se per voi tutto ciò è poco, ma per il sottoscritto
è più che sufficiente per catalogare questa stagione
come indimenticabile.
Articoli precedenti:
Atleta,
dirigente o allenatore
Gratitudine
pongistica
Cronaca
di un'assemblea veneta
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