"Welcome back home Fil" recitava lo striscione durante
l'incontro di ieri al Paleste e grande credo sia stata l'emozione
provata da Filippo (Giuliani) nel vedere quanta gratitudine
era impressa nei tifosi e nella dirigenza del club atestino.
Alla presentazione delle squadre il buon Niagol vedendo esposto
lo striscione chiede a Federico per quanto tempo Giuliani avesse
giocato a Este credendo che c'avesse militato per una vita,
visto il gesto della tifoseria. Invece no, Filippo è
stato tesserato ad Este solo l'anno scorso ma quello che l'uomo,
prima ancora del giocatore, ha lasciato nell'immagine della
piccola cittadina dei colli Euganei vale senza dubbio più
di molti anni di semplice appartenenza ad una società
pongistica. Come lui, di altri esempi positivi il TT 91 Este
ne ha avuti, basti ricordare il "D'Artagnan" Roberto
Minervini, o il grande "amico di tutti" Antonio Simeone
sempre in serie A, o scendendo in serie B ragazzi del valore
umano di Andrea Furlan o Matteo Giri. In contrapposizione a
ciò vi sono stati anche degli esempi negativi che hanno
lasciato molto rammarico soprattutto nei dirigenti della società.
Casi per i quali i responsabili del club avevano preso molto
a cuore la situazione, trattando taluni atleti come dei figli
al fine di risolvere (riuscendoci in pieno) situazioni umane
e finanziarie al limite del collasso. Ed in cambio : nemmeno
un grazie.
A questi signori vorrei ricordare che i dirigenti di una società
di tennistavolo sono, in Italia, nel 99% dei casi, persone che
lo fanno per pura passione senza ricavarne alcun beneficio economico,
anzi il più delle volte sostenendo personalmente alcune
piccole spese. Persone per le quali il compenso maggiore per
il proprio lavoro è un semplice "GRAZIE" da
parte di coloro, in primis, che da ciò ne ricavano un
guadagno monetario, e non solo. Si tratta di uomini che, nel
vedere il palasport con 200 spettatori ,o l'ambiente sociale
all'interno del quale vivono essere orgoglioso di una società
sportiva, o la palestra piena di ragazzini, fanno di tutto ciò
il loro compenso.
Il tennistavolo è uno sport minore, i cui dirigenti non
si chiamano Berlusconi, Moratti o Agnelli, e nel quale, senza
il volontariato dei sopracitati personaggi, non vi sarebbe alcuna
società sportiva, ma solo dei tavoli all'interno degli
oratori. Gli sponsors che sostengono le società arrivano
solo grazie alle conoscenze dei dirigenti e certamente non ci
troviamo di fronte ad una realtà come quella francese
dove per il tennistavolo il principale sostenitore è
"la municipalitè", cioè il comune come
dice Marmurek (tranne che per alcune fortunate regioni).
La dirigenza della società, e qui parlo del TT 91 La
Perla Este, non farebbe mai mancare un centesimo al compenso
pattuito con un giocatore e il tutto nei termini stabiliti ad
inizio annata sportiva. Questo perchè ogni dirigente
si sente responsabile degli impegni in precedenza presi e al
costo di intervenire economicamente di persona non vuole mancare
di parola considerandolo una questione di onore. Ogni giocatore
viene servito e riverito per metterlo nelle condizioni ottimali,
per pensare solamente alla propria performance agonistica, e
perchè ciò avvenga, tutti si adoperano nel migliore
dei modi e sta all'intelligenza dell'atleta comprenderne l'importanza.
Per tutti coloro che fanno del tennistavolo la propria professione
o semi-professione o semplice hobby voglio far giungere il seguente
messaggio. Rispettiamo le persone che ci danno la possibilità
di giocare in simili condizioni e facciamolo con un grande senso
di umanità e ricordandoci che quel semplice grazie può
essere per loro molto importante, senza dubbio più di
una vittoria.
Tutto ciò nella speranza che anche Voi un giorno riusciate
a donare al tennistavolo quello che i dirigenti di oggi stanno
regalando.
Articoli precedenti:
Atleta,
dirigente o allenatore