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 Intercup : Fantozzi in Ungheria  


N.B.: nel racconto di quello che è successo in questo viaggio ho dovuto inserire nuove faccine, ma non ci sono parole che possano davvero darne l'idea. Tutto inizia sabato sera, con Ronco che praticamente mi costringe a fare il copilota nel viaggio in Ungheria. Ah, l'Ungheria ...il mio immaginario dice che è un paese-bordello, dove quelle brutte le buttano giù dal dirupo da piccole...e quindi accetto per spirito di squadra . Partenza alle 6 di mattina, il piacere inzia già a calare...le 6?? ...non credo di essermi mai alzato a quell'ora, ma è un orario per svegliarsi o per coricarsi?? Ronco arriva fresco come una rosa (o forse sembra rincoglionito anche quando è fresco e ti ci abitui), passiamo a prendere Jun e OIivier: Jun ha sbagliato a impostare la sveglia e stanno ancora dormendo. Ma sì, tanto abbiamo tutto il tempo che vogliamo, ci metteremo 7 ore al massimo ad arrivare. Infatti astutamente non facciamo colazione in Italia, arriviamo in fretta al confine, ma perdiamo tempo per il passaporto di Jun. La fame incalza e facciamo colazione subito passato il confine, ché tanto è la stessa cosa che in Italia, vero Ronco? Infatti...ordino un cappuccino e arriva un liquido che ha l'aspetto del cappuccino e un delizioso sapore di cipolla . Olivier ride, Ronco vede la mia faccia e sorride quando gli spiego la situazione. Sorride meno quando assaggia il suo cappuccino ed è costretto a darmi ragione. A parte questi due inconvenienti, tutto procede tranquillo, siamo rilassati, non c'è traffico e siamo in anticipo sui tempi. In fretta scorgiamo il confine croato. Passaporti, ok ok ok, arrivano a Jun, facce perplesse. "Per favore accostate". Mezz'ora di controlli, tirano fuori libri, leggono codici; viste le perplessità mi chiedo se abbiano mai visto un cinese . Torna un tipo e, mostrando il passaporto di Jun, fa: "ci vuole Visa". Visa? Cazzo, per passare bisogna pagare con la carta di credito?? Per fortuna Olivier sa che Visa vuol dire visto, per sfortuna non ce l'abbiamo perché nessuno ci ha detto che serviva. Olivier chiede loro se conoscono Zoran Primorac (in Croazia è molto famoso, è stato anche il portabandiera alle scorse olimpiadi), che è il suo migliore amico e gli avrebbe fatto avere una racchetta firmata. Sono incorruttibili. Chiediamo se il visto sia richiesto anche per l'Ungheria o solo per la Croazia, dicono solo per la Croazia. Un giro di telefonate, ma il telefono non prende. Ci avviamo allora verso il confine diretto dalla Slovenia all'Ungheria, sono solo 300 km di deviazione , 300 km di strade normali strette e tortuose , perché gli sloveni amano disegnare le autostrade sulle cartine, ma poi non ci sono. Compriamo tante cartine che potremmo giocarci a carte (anche cartine che poi non ci serviranno, ma a Ronco sembrava brutto trascurare l'Austria), invece devo fare un collage per trovare la via. Ci conforta sapere che Niagol ha fatto un torneo di recente in Ungheria e non serviva il visto. Perfetto, allungheremo, ritarderemo, ma passiamo. Alcuni paesi sloveni ricordano l'Alto Adige e Olivier spreca diversi "tre jolie". La strada non finisce mai, le indicazioni ci sono qualche volta, le autostrade segnate sono tutte in costruzione e gli sloveni viaggiano ai 40 km/h. Finalmente arriviamo a Maribor , sbagliamo di nuovo perché Ronco non mi ascolta e quest'errore costa carissimo: Olivier vede un McDonald's e chiede di mangiare . Non ci fermiamo neanche, abbiamo perso già troppo tempo, e scegliamo il McDrive. Io mangerò la prossima volta, grazie. Nel frattempo Ronco pensa e parla in francese come Baudelaire , ma in italiano come Sun Jun e pronuncia le parole italiane con gli accenti francesi. Io, per essergli solidale, parlo a Jun in inglese (non è bello rendersi conto di queste cose) e rispondo "Oui, oui" agli sloveni che mi danno indicazioni. Arriviamo allegri al confine, visto che siamo ancora in tempo. Lì ci attende uno sbirro che ha il tipico sguardo (e il fisico) del campione del mondo dei bevitori di vodka , con tanto di baffetto. Ci mette due minuti a controllare le nostre carte d'identità italiane...ah benòn...arriva a Jun e fa la faccia di un ubriaco che si trova davanti un passaporto cinese . Ci dicono di accostare, ché tanto prima che 'sto qua ci capisca qualcosa passeranno dei giorni. Dopo mezz'ora buona fa: "this (indicando olivier) is ok...this (Jun) not ok...no visa no pass". E' lo sgomento . "Ohi ohi ohi ohi ohi" si dispera Olivier, e diventa subito il tormentone del viaggio. Porca troia, quattro ore buone di deviazione per poi dover tornare indietro lo stesso. Ma qui il prode Ronco si illumina : l'idea è di lasciare Jun in hotel al confine e andare noi tre a giocare. Io ci penso un attimo...eh? noi tre chi? IO?? E che cazzo c'entro, sono solo un povero innocente accompagnatore con la schiena rotta, sacrificatosi per il bene della società e adesso viene fuori che devo giocare? Impossibile, non ho la roba . Tutti diventano improvvisamente attivi e mi procurano il materiale. Nella mia testa si sprecano bestemmie di ogni genere e, per l'occasione, in ogni linguaggio . Ronco e Olivier scoppiano a ridere guardandomi e non la smettono più ; che cazzo ci sarà mai da ridere quando un poveretto deve essere sacrificato? Dobbiamo tornare indietro per l'hotel, chiediamo i documenti, ma un tipo prende il passaporto ed entra in macchina. Ronco gli chiede quanto si dovrà aspettare e l'altro scrive 30. EEEH? Mezz'ora??? Ma se ti abbiamo detto che dobbiamo giocare stasera e siamo in ritardo?! Sento urlare, Ronco è andato in escandescenza e li sta distruggendo di offese; strano, chissą come mai improvvisamente non c'è più da aspettare e possiamo andare in cerca dell'unico albergo. Siamo in mezzo ai campi, non c'è assolutemente niente, ma l'hotel è carino. Entriamo, "avete posto per stanotte?" "Avete prenotato?" "No" "E' un problema". Un problema? Trovare un posto in mezzo al nulla adesso è un problema? "Ohi ohi ohi ohi ohi", ma salta fuori la camera, Jun coglie al volo l'occasione (sarà quello che se la caverà meglio dei quattro), indica "potele vincele, olivè 2 punti, fabio un punto, e doppio" e scappa in camera . Ripassiamo per la frontiera, ci fermano di nuovo, il tipo ricontrolla lentamente i documenti, chiede se dobbiamo giocare a tennistavolo etc etc, ci fa perdere tempo per fare il simpatico e passiamo di là. La macchina inizia a non andare più, Ronco sbianca , è nuova di 4 mesi, ma adesso è completamente depotenziata, lui accelera e lei non risponde. Speriamo di arrivare. A parte questo, bisogna ammettere che in Ungheria le cose vanno decisamente meglio, ci stupiamo che da un po' non ci siano più rogne,se non che i nomi dei paesi iniziano tutti per Szkt e sono lunghi 30 lettere e tutti simili. La strada normale è abbastanza scorrevole, ma siamo in ritardissimo. La partita è per le sette, avevamo programmato di essere ad Harkàny per le 2, invece sono le 4 e mancano ancora 250 km di strada normale con la macchina che stenta a superare i carri trainati dai cavalli (più numerosi delle macchine).. Comunque non ci sono più casini, e all'unanimità decidiamo che è Jun che porta sfiga e quasi quasi al ritorno non passiamo più a prenderlo. Attraversiamo stradine strette e tortuose (talvolta a spirale) per recuperare chilometri, ma non ci perdiamo perché il copilot (che modestamente sono io) è perfetto. Torna un'aria serena, si vedono addirittura i cerbiatti. Ronco ne indica uno che ci attraversa la strada "Guarda che bello, Bambi! Che bellino!" e su queste parole...TO TO TON...il fratello minore di Bambi stecchito sotto alla BMW di Ronco... Noooo mancava solo di tirare sotto un cerbiatto! "Ohi ohi ohi ohi ohi" Immaginiamo quello che ci toccherebbe a cena e pensiamo di tirarcelo su, ma non c'è più tempo. Il cartello di Harkàny è la liberazione, Olivier esulta , noi in trans agonistica capiamo che ormai la fatica è finita e diventiamo coscienti del fatto che potremmo svenire da un momento all'altro per la fatica. Gli avversari ci accompagnano in albergo e gentilmente ci fanno notare che dobbiamo giocare subito, se no non si mangia più. Io, sfinito , cado di peso sul letto e non riesco più a rialzarmi, Ronco scoppia a ridere e dice che mi stavo per ammazzare. Ma dobbiamo scappare in palestra, Ronco guarda gli avversari e dice, sprezzante, che posso vincere anch'io. Olivier invece guarda gli avversari, ne conosce uno, era il n° 4 d'Ungheria, ma adesso ha la pancia ad è il n° 40, gli altri sono bravi, e vincere per noi è "tres difficile". Io guardo gli avversari e invece spunta un vecchio ubriaco marcio che sa odore di alcool a 30 metri di distanza e vuole parlare con me. Ma vaffanculo! Non vedi che non ho pazienza e tra poco ti tiro anche un pugno nel muso se non te ne vai subito? No, non lo vede. "Io...Lorenzo..." e un cognome ungherese impossibile. Vabbé, cosa me ne frega? "Io...fratello...italia...ammooore" sì, pizza, pasta e mandolino, ok? Te ne vai? "Tutto poco"...che cazzo vorrà dire? Dai,vi prego, finite di scaldarvi e toglietemi dall'impiccio..Taglio corto, ma non finiva più. Consegnamo la cesta agli avversari e l'ubriaco se non mi ritraggo mi abbraccia perché abbiamo portato la grappa. Inizia la partita con l'ubriaco ungherese che fa il tifo per noi, spettacolo! Olivier vince la prima, ma fatica moltissimo la seconda, non si regge in piedi, ma quando serve fa punto ogni volta . Ronco invece di punti non ne fa uno. L'ultimo set è l'apoteosi: 11-0 (3-0) per l'avversario, che prima (quando questo aveva giocato con me) aveva detto che era una sega. "Ohi ohi ohi ohi ohi", povero Ronco! Ma l'impavido torna in panchina e ribadisce. Per me, caro mio, perdevi anche da fresco . Federico al telefono decide che, se uno ti lascia a zero dopo che gli hai portato una cesta di prodotti italiani, devi riprenderti la cesta. Cazzo, Fede, la cesta pesava. La cena è meglio del previsto, è commestibile, con gli ungheresi che vogliono ubriacarmi e purtroppo mi devo ritirare. Mi viene in mente che dovevamo chiamare Fede e Niagol se il vaginale prometteva bene. Ma ho capito in questo viaggio che a Budapest quelle brutte non le buttano giù dal dirupo (come credevo), ma le schiaffano tutte nei paesi del resto dell'Ungheria. Qui sono degli sgorbi anche quelle sui manifesti pubblicitari (e anche grassone...ce n'era una che pareva quella di "Turisti per caso"...la donna-immagine dell'Ungheria!). Almeno ci riposeremo...invece , perché il giorno dopo Sun Jun deve uscire alle 10 e noi siamo a 300 km da lui. Stavolta nessun cerbiatto, solo uno scoiattolo ("it's a fox", vero Ronco?); a questo punto per par condicio ci sarebbe stato bene fare secco anche quello, ma la macchina era depotenziata e ha fatto in tempo a passare. Confine; siamo senza Jun, no problem. "Prego, apra il cofano". Il cofano? Casomai il bagagliaio. No, il cofano e il libretto. Scopriamo che la X5 di Ronco è tutta un numero. Ci sono numeri anche sulle aste che tengono su il cofano, ma lo sbirro non trova il numero che cerca. Eh sì, siamo andati a rubare una BMW in Ungheria, perché lì è pieno (ci sono solo macchine anni '60 e carretti con i cavalli). Il giorno prima ci hanno chiesto cos'erano i sensori del parcheggio perché non ne avevano mai visto uno e adesso gli abbiamo rubato la macchina. Il tipo trova il numero e se dio vuole siamo da Jun e possiamo fare colazione. Entriamo in bar e c'è odore di cipolla , usciamo subito senza dire una parola. Ancora in viaggio, strada tortuosa, ma...oh finalmente l'autostrada! E' una visione, finisce subito. Coda chilometrica, finita questa Ronco fa un sorpasso...STOP! PALETTA!
Il vigile: "Sprechen Sie Deutsch?" No, 1) italiano 2) inglese 3) francese. , vuole tedesco. Bisogna andare a motti. "Fabio - indica la strada - qui 50, tu 75". 15000 tallari di multa. "But in euro?" "No euro". Come no euro? Se li accettano dappertutto? No, bisogna cambiarli. Torniamo a pagare e Ronco in tranquillità "volete entrare in Europa? Spero che invece moriate tutti quanti" e continua per un pezzetto a spalare un po' di offese addosso ai due vigili impalati. Poi l'apice si ritocca con Ronco che inchioda vedendo un vigile al lato della strada (la seconda multa no!), passiamo e invece è uno spaventa-passeri (per l'occasione spaventa-uomini) di lastra, sagomato con la forma del vigile. Non ci credo! Torniamo indietro per rivederlo. Ormai abbiamo finito la Slovenia, Olivier non pensa più che sia "tres jolie" , gli chiedo se vuole le monetine slovene perché odio le monetine e lui risponde senza dubbi di no, che non ci verrà mai più per niente al mondo. "Ti è piaciuto questo viaggio, Olivier?" "E' stato uno dei migliori che abbia mai fatto!". Poi inizia a vagheggiare ipnotizzato "Itaaaliaaaa...pastaaaa...chocolat chaud..." .
Siamo ormai alle porta dell'Italia, ma c'è la frontiera e ci sono gli sloveni. Passaporto di Jun, reinizia il tempo d'attesa. Jun da giallo diventa nero: "Ma qui noi usciamo, stronzi, cazzo controllano?" , quasi smonta e gli dà. Mai visto così. Passiamo: faccio a Olivier "adesso ne resta solo una e poi siamo a posto". Fabio sporge i passaporti allo sbirro italiano, che è dentro uno sportello, questo ci guarda e, senza neanche abbassare il finestrino, fa segno di passare. "Italiaaaa" sorride Olivier "pastaaa...chocolat chaud". L' Icaro, il panino caldo dell'autogrill pareva la cosa più buona del mondo.
Il film finisce qui. Ronco nel ruolo di Fantozzi in Ungheria raggiunge la perfezione interpretativa...John Belushi, Robin Williams, Jim Carrey e gli altri comici gli fanno una sega...l'oscar è suo. Io non mi sono ancora risvegliato dal coma. Olivier, chissà se lo rivedremo! Ma questo nel sequel!

sten

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